DE NITTIS

PALAZZO REALE, MILANO > 24 febbraio – 30 giugno 2024
PALAZZO REALE, MILANO
24 febbraio – 30 giugno 2024

Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 1884), pittore di grande talento, affermatosi con successo nel milieu degli artisti alla moda, dalla natia Barletta giunge e diviene protagonista della modernità nelle capitali europee del suo tempo: Londra e Parigi.

L’esposizione ripercorre tutte le tappe della breve vita del giovane De Nittis, soprannominato da alcuni “l’impressionista italiano” poiché gravitante intorno al gruppo degli Impressionisti, e vicino soprattutto a Edgar Degas, Gustave Caillebotte ed Edouard Manet, fino alla sua scomparsa dalla scena artistica parigina a causa della prematura morte, sopraggiunta a soli 38 anni.

Nell’estate 1863 frequenta Portici e la Scuola di Resina. È di questi anni l’incontro con Adriano Cecioni, lo stesso De Nittis appunta nel suo diario: «Ogni mattina prima dell’alba uscivo di casa e correvo a cercare i miei amici pittori […] Che bei tempi! Con tanta libertà, tanta aria libera, tante corse senza fine! E il mare, il gran cielo e i vasti orizzonti! […] A volte, felice, restavo sotto gli improvvisi acquazzoni. Perché, credetemi, l’atmosfera io la conoscevo bene, e l’ho dipinta tante volte. Conosco tutti i colori, tutti i segreti dell’aria e del cielo nella loro intima natura»

Nel 1867, all’età di 21 anni, si stabilisce a Parigi, con la giovane moglie francese, Léontine, in un appartamento a Montmartre nella stessa via dove abiterà anche Vincent Van Gogh, ma rientra in Italia allo scoppio della guerra franco-prussiana.

Il 1872 è un anno memorabile per il giovane De Nittis che vive a Napoli in una casa «con un giardino pieno di aranci, limoni, cactus, nespoli del Giappone, tutto fiorito di violaciocche, di mirti e di rose canine. E tutt’intorno un silenzio dolcissimo». La giovane Léontine è in attesa del figlio Jacques, tenuto a battesimo dal caro amico e pittore Gustave Caillebotte.

La bellezza del Vesuvio e di Pompei era stata scoperta dai pittori del Grand Tour ma il 23 aprile 1872 il vulcano inizia ad eruttare e De Nittis lo immortala su tela in una sequenza quasi cinematografica.

Giuseppe De Nittis, La place des Pyramides, 1875, olio su tela, Musée d’Orsay, Parigi, © RMN-Grand Palais (musée d’Orsay) / Hervé Lewandowski / Dist. Foto SCALA, Firenze

Giuseppe De Nittis, Ritratto, 1878 circa, Archivio Piero Dini e Francesca Dini, Montecatini Terme

Giuseppe De Nittis, Il ritorno dalle corse (La signora col cane), 1878, Civico Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna, Trieste © Archivio fotografico del Museo Revoltella – Galleria d’Arte Moderna, Trieste

Nel 1874, ormai stabilitosi stabilmente a Parigi, accetta l’invito dell’amico Degas ad esporre alla prima mostra degli impressionisti presso lo studio del fotografo Nadar.

De Nittis alterna la frenetica vita parigina ai soggiorni in campagna dove scopre l’incanto dei paesaggi «nessuno dei paesi che io ho conosciuto aveva la dolcezza di questa bella terra di Francia», rimanendo sempre fedele all’amata pittura en plein air; le sue vedute ne fanno l’interprete per eccellenza, insieme agli impressionisti, della vita moderna parigina.

Dal 1874 De Nittis trova grande successo e slancio professionale anche a Londra, dove gode del mecenatismo del banchiere Kaye Knowels.

Westminster è il grande capolavoro londinese, apprezzatissimo all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 dove vince la medaglia d’oro e gli viene conferita la prestigiosissima Légion d’Honneur. Come scrive Emile Bergerat, «emerge leggero come un castello di vapori i cui fini profili sembrano ritagliati dai capricci del vento». Accenno a questo straordinario dipinto si trova anche in una lettera di Vincent Van Gogh al fratello Theo.

L’esperienza inglese e il confronto con gli impressionisti segna una svolta in De Nittis che, sempre più influenzato dai procedimenti fotografici, si fa interprete della città in continua trasformazione.

Protagonista è la nuova Parigi che sta sorgendo, con i suoi ponteggi, la folla frenetica e le insegne pubblicitarie.

Nel 1876 fa scalpore al Salon il dipinto Place de Pyramides, che diviene simbolo della città in evoluzione. Consacrato all’Esposizione Universale di Parigi del 1878 come vera e propria stella dei Salon, De Nittis presenta in quella occasione vari dipinti tra cui spicca il Ritorno dalle corse, una magnifica istantanea dal modernissimo taglio fotografico e un’irruenza che ricorda quella di un’affiche pubblicitaria, divenendo l’emblema di un’epoca.

Il 21 agosto 1884 il giovane Giuseppe De Nittis, a soli 38 anni, si spegne improvvisamente per un ictus.

Sulla sua lapide Alexandre Dumas figlio fa incidere «Qui giace Joséph de Nittis / 1846-1884/ Morto a trentotto anni nella piena giovinezza, in piena gloria come gli eroi e i semidei».

Nel 1886 Vittorio Pica ne rivendica la gloriosa autonomia dalla troppo riduttiva etichetta impressionista.

Léontine, per suo volere testamentario, dona le molte opere di sua proprietà alla città natale di De Nittis, Barletta.

  • DE NITTIS • PITTORE DELLA VITA MODERNA > 24 FEBBRAIO - 30 GIUGNO 2024 // PALAZZO REALE, MILANO
  • DE NITTIS • PITTORE DELLA VITA MODERNA > 24 FEBBRAIO - 30 GIUGNO 2024 // PALAZZO REALE, MILANO
DE NITTIS
Pittore della vita moderna